Bentornata, solitudine
I suoi capelli profumavano di shampoo di parrucchiera, di quegli odori intensi, quasi falsi. Davanti allo specchio cercava di sistemarsi la frangia, ma quella non ne voleva sapere di stare al suo posto.
Era essenziale che tutto fosse perfetto. Al Suo arrivo doveva essere incredibile. Solo ed esclusivamente incredibile.
Erano quasi le otto di sera, dopo poco sarebbe arrivato. Come al solito. Lasciò stare un momento la frangia per lasciare spazio a una sigaretta.
I’m glad you’re home
Well, did you really miss me?
I guess you did by the look in your eye (look in your eye, look in your eye)
Well lay back and relax while I put away the dishes
Then you and me can rock-a-bye
Appena lo vide entrare, esitò. Non gli corse incontro subito, aspettò che si fosse seduto sul divano per riposarsi dalla lunga giornata di lavoro. Lo desiderava così tanto che dovette mordersi il labbro per trattenere un gridolino di gioia. Era altissimo, spalle larghe; poi le sue mani tozze le trasmettevano impulsi così profondi che dovette girarsi in fretta per non arrossirgli davanti. Era un tipo nervoso, lo si capiva da come digrignava i denti. Pensava sempre a qualcosa, difficilmente lo si poteva vedere rilassato. Anche in quel momento, sul divano, fissava il vuoto alla ricerca di un pensiero.
Poi alzò lo sguardo nella direzione di lei, scappò un sorriso.
Di scatto, lei, si toccò la frangia.
The night is young and full of possibilities
Well come on and let yourself be free
My love for you, so long I’ve been savin’
Tonight was made for me and you
Lei si incamminò lentamente verso la finestra, il passo era cadenzato dalla musica dentro la sua testa: lasciò che il vestito di seta trasparente scivolasse via, scoprendole una spalla. Piano piano, rimase seminuda. Il sorriso disegnato sul volto era tutto per lui, ma ancora faticava a guardarlo in faccia. Prese a ballare per guadagnarsi il coraggio.
You can ring my bell, ring my bell
(ring my bell, ding-dong-ding)
Lui si alzò finalmente dal divano e, deciso, si avvicinò alla finestra. Poi chiuse la tenda.
Dalla finestra di fronte, lei sospirò svestita. Non ci era riuscita nemmeno stavolta.
“Bentornata, solitudine.” disse, spostandosi la frangia di lato.
Babaji Degli Indisposti
Anita Ward, Ring my bell.