Bianca affondava nei suoi periodi ombrosi ad intervalli prevedibili. Poteva accadere che una giornata cominciasse superficialmente serena, ma rimaneva tale solo fino al momento in cui usciva di casa ed incontrava altre persone, testimoni di come qualcosa fosse in grado di palpitare, qualcosa che, anche se non per tutti, era somigliante alla vita. Bianca si sentiva disposta a tendere la propria mano quando era tardi per donare uno stralcio di emozioni ad un’altra creatura e, ancora una volta, si era logorata nel tentativo di vivere come meglio poteva. Era semplicemente giunto il tempo di una nuova, frettolosa partenza.
… Io che ho bisogno di raccontare…
Bianca cercava una città sprovvista di una meraviglia da catturare con uno scatto fotografico. Desiderava un luogo la cui bellezza si sarebbe lasciata scorgere e condividere quando lei, conquistata da un dettaglio, non si sarebbe potuta allontanare, almeno per un po’. Incapace di scegliere, sentiva il bisogno di essere trattenuta, fino alla fuga successiva. Curiosamente non aveva mai visto il mare e, quando ricordò che per il suo spacciatore prediletto di consigli di lettura il mare era stato un prezioso luogo di scoperta, capì di non brancolare più nel buio. Scese dal treno nella stazione di una città il cui nome la divertiva ed iniziò la ricerca di un vicolo che fosse raggiungibile solo a piedi, gli stessi che dopo pochi giorni impararono ad accompagnarla alla nuova casa ogni sera, quando era deconcentrata ed il contenuto della borsa di tela le affaticava la schiena. Costruì la sua tana affittando due stanze per custodire i suoi tesori: tutti i dischi ed i libri che le consentivano di rendere verosimile il mondo come lo desiderava lei stessa. Trascorse le prime sere accoccolata su una vecchia sdraio, abbandonata dal precedente inquilino, godendosi un silenzio quasi innaturale nella luce polverosa regalatale da una manciata di candele, che scandivano il tempo da dedicare alla lettura: quando anche l’ultima era in procinto di spegnersi, sapeva che era giunta l’ora di coricarsi. Bianca credeva di amare il silenzio della casa vuota, solo sua, ed il suo modo solitario di vivere, che le consentiva di assecondarsi, parlando poco. Aveva costruito le proprie convinzioni grazie a pochi insegnanti e molti bauli di pagine e vinili scelti con attenzione, e non gradiva quando qualcuno tentava di convincerla a cambiarle, come era accaduto ogni volta che aveva creato una fessura nelle sue difese per permettere ad un’altra persona di avvicinarsi. Se percepiva il proprio universo in pericolo, diventava diabolicamente inflessibile e si ritrovava sola, accanto ad un calice vuoto e cenere sparsa. Era stato il suo bisogno continuo di fornire risposte, solitamente coincidenti con quelle che le persone intorno a lei consideravano opportune, a farla quasi avvizzire. Tuttavia, Bianca sapeva che sarebbe sopravvissuta ancora una volta alla mano di carte che la vita aveva distribuito e da cui lei aveva arrendevolmente scelto: dopotutto, ne aveva già viste tante.
… La necessità di vivere
Rimane in me…
Fu durante un tardo pomeriggio che l’inizio del cambiamento segretamente desiderato la attese, avvolto nella foschia che saliva dal mare. Bianca aveva tra le mani una raccolta di poesie presa in prestito da una biblioteca scoperta il giorno stesso, mentre cercava un rifugio nell’ora di punta. Era un volume macchiato dall’umidità, dall’odore di cantina, che fu da lei percepito come un profumo di terra, di radici, probabilmente le stesse che non aveva ancora conosciuto. Sentì improvvisamente crescere la nostalgia per una stabilità che non le era più familiare e desiderò di dissolversi nella sera, per disintegrare la paura. La libertà estrema, che credeva di aver inseguito per anni, le sembrò per la prima volta la condanna ad un esilio perpetuo. Mancava poco all’ora di chiusura dei negozi, ma sapeva che avrebbe facilmente trovato una piantina dello stesso basilico che insaporiva i suoi piatti d’infanzia: avrebbe potuto ricominciare prendendosi cura di piccole nuove radici. Il suo passato avrebbe forse potuto aiutarla a costruirsi con tenerezza. Pensò che avrebbe almeno potuto provare.
… Tu
Forse non essenzialmente tu
E la notte
Confidenzialmente blu
Cercare l’anima
Pulsar