CHAKRA DEL CUORE
Lui la odiava. Di un odio forte come l’amore.
In cuor suo, lei lo amava ancora, malgrado gli anni e le sofferenze.
Entrambi troppo orgogliosi per ammettere i rispettivi torti, avevano deciso di non vedersi più, dopo tre anni di storia insieme e qualche ultimo fugace momento di passione.
Le poche volte che aveva cercato di mettersi in contatto con lui, era stata rimbalzata come una pallina da flipper, con risposte di una freddezza polare.
La chiusura di lui era il suo maggior difetto.
Quel muro fu la ragione principale della fine della loro relazione.
La notizia fu per lui un fulmine a ciel sereno.
Sereno… per modo di dire.
Non aveva mai voluto alzare la testa per vedere i nuvoloni carichi di pioggia all’orizzonte.
Aveva scelto di adottare la politica del “lassa buì”, come dicono nel pavese, lascia bollire…
Come dire, finché la barca va, lasciala andare.
La loro urtò un iceberg.
“ If you are the desert, I’ll be the sea
If you ever hunger - hunger for me
Whatever you’ll ask for , that’s what I’ll be”
Quella sera, nella sua testa, riecheggiavano i loro duetti da bagno. Il loro cavallo di battaglia nella doccia era Father Figure, di George Michael, eseguita alla perfezione con canti e contro-canti. Un duetto da finale di X-Factor…
“This time I think that my lover understands me
If we have faith in each other
Then we can be strong”
Lui, Narciso, amava compiacersi nell’auto-ascolto, specialmente sulle note alte.
Lei, novella Psiche, innamorata dell’Amore, voleva solo sentire le loro voci vibrare insieme, sentirle fare l’amore, con la stessa passione di cui erano capaci i loro corpi.
Lo amò come nessun altro, fino al giorno in cui si rese conto che la di lui freddezza sarebbe sempre stata d’ostacolo al rapporto.
Fu così che, in un momento di grande fragilità della donna, l’uomo, con la maestria del muratore bergamasco, costruì un’invalicabile parete di silenzio armato.
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“ Il tuo chakra del cuore é chiuso. Devi imparare ad aprirlo nuovamente”, le disse un giorno un’ amica con spiccate tendenze new age. Lei, in realtà, si sentiva come la protagonista de L’Ecume des Jours di Boris Vian, con una ninfea nel cuore che, schiudendosi, aveva occupato tutto il posto disponibile. Il chakra era comunque effettivamente chiuso. Chiuso per restauro.
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Quella notte lo sognò.
Gli occhi di lui le dissero quanto era bella, quanto l’avevano amata, quanto gli era mancata, quanto ancora l’amasse.
Lei sorrise. I suoi occhi brillavano.
Dopo essersi guardati, parlati, ascoltati, toccati, baciati, accarezzati, avvinghiati, leccati, presi&posseduti, coccolati&amati, dopo aver riso, pianto, bevuto, mangiato, fumato, dopo aver giocato a backgammon ed essersi confidati tutti i rispettivi segreti, fecero una doccia.
E cantarono insieme il loro repertorio.
“ I will be your father figure (Oh baby)
Put your tiny hand in mine (I’d love to)
I will be your preacher teacher (Be your daddy)
Anything you have in mind (It would make me)
I will be your father figure (Very happy)
I have had enough of crime (Please let me)
I will be the one who loves you
till the end of time”
Fu la loro ultima notte.